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I parlari italiani in Certaldo alla festa del v centenario di Messer ...

 By Giovanni Papanti, Giovanni Boccaccio, Filippo Villani
La donna di Guascogna e il re di Cipri (novella Ix della Giornata I del Cecameron) in twelve Italian dialects reprinted from Salviati's Avvertimenti della lingua, Venice, 1584 and in some 700 modern local versions: including Italian dialects spoken outside of Italy (Corsica, Dalmatia, etc) foreign languages spoken in Italy ("Albanese, Arabo, Grecanico, RumanoŜlavo, Slavo, Tedesco") a Latin version and versions in Romance dialects ("Francese antico, Vallone del Belgio, Ladino, Provenzale antico, Provenzale moderno, Catalano letterario, Catalano orientale, Portoghese antico, Portoghese moderno, Daco-Rumano, Macedo-Rumano, Parlate savojarde") The collection si preceded by "Vita di Messer Giovanni Boccaccio scritta da Filippo Villani."

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I parlari italiani in Certaldo alla festa del v centenario di Messer Giovanni Boccacci: omaggio di Giovanni Papanti
By Giovanni Papanti, Giovanni Boccaccio, Filippo Villani
Published by Tipi di F. Vigo, 1875
Original from Harvard University
Digitized Feb 11, 2008
736 pages

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Contents

6
Re di Cipri, cor cortese, Brugiantino
11
Daspò, paroi, Bressano
14
sippa, Val Gandino, Indrie
18
Cipri, huom, villania
19
Friulano, Mercato vecchio, timp
21
dialetto genovese, fete, sincopato
24
istriano, minchion, farghe
26
Ossu, Minchion, anca
29
digh, spal, anca
34
isso, mutasi, Napoli
37
daspò, fozza, zettaina
40
Guascogna, indrio, Terra Santa
44
dialetto veneto, fese, Asapa
51
justizie, Guascogna, cuscì
59
hauss, Uije, lu Rò
62
justizia, cuscì, casticà
67
spresi, Sipri, ninte
76
consolase, ARCEVIA, fuce
86
chinche, VAL DI CHIANA, annema
92
Rapagnano, bannu, ommini
104
Chedda, sunn, Giovanni Boccaccio
115
daspò, desperada, Prostesi
126
isso, gliù, juta
130
ergot, issè, miga
135
quél, dèss, impa
142
Sipro, pegher, coruna
150
esti, CAGLIARI, calicunu
151
foze, mau mau, cuomu
156
BOVALINO, omani, sucava
162
tantu, pemmu, sulu
168
cusci, anuri, CALTANISSETTA
173
cumè, simli, nante
179
lu Re, pinsau, sucava
184
indree, minga, l'èva
190
teut, miga, brao
194
sgnora, boun, sufrì
208
stezza, CODIGORO, COMACCHIO
213
alora, pistoiese, pram
224
déss, àchsé, FORLÌ
229
faeta, avegnì, unna
239
aviri, ghiustizia, iddu
242
annà, Rene adéra, Sacra Curona
245
VENEZIA NUOVA, celta, Orona
250
orno, LUCCA, bilbonate
252
cusci, lu Re, chinca
263
ghiva, GUIDIZZOLO, pegher
270
LUNIGIANA, alora, battr
278
SAN FRATELLO, ninti, LIPARI
283
minga, dagh, magon
290
Fiumalbo, Pievepelago, eufonica
303
anchietà, mbare, cirt
309
chella, mmio, iette
314
faicchia, dialetto valsesiano, DOMODOSSOLA
325
GIUSEPPE DALLA VEDOVA, PROVINCIA DI PADOVA, Ruzzante
332
GIUSEPPE PITRE, pirchì
340
jetri, dia so, offeisa
346
vigevanasco, atar, coulla
352
sufrì, URBINO, acsì
356
tùt, faga, PIACENZA
358
bein, PISA, olori
360
Perinaldo, caiche, eira
366
accossì, chella, ngiurie
369
CALITRI, cche, jivo
375
tott, vedichè
381
imparand, fata a sta, Sgnor
387
zica, chigli, disseno
408
Papozze, PORTO TOLLE, digo
436
BOLOTANA, andesit, tando
443
Santo Sepolcro, MONTALCINO, landrona
446
Juta, pinsau, comu
450
quili, SONDRIO, iscì
455
jeddi, chedde, scioi
467
Tera Santa, ancia, meseria
567
rotacismo, sanscrito, indù
603
Ragusa, Dalmazia, lingua italiana
609
unur, dèis, piurando
621
plagne, pran, SAN MARINO
627
fign, varun, fagg
633
Val di Fassa, fiume Noce, Segonzano
657
kish, ghego, albanese
678
Sternatia, isire, grecanico
687
Valdarsa, Kralj, grumbo
694
Macugnaga, asabia, FORMAZZA
703
Terra Sainta, Rumilly, mais
733
709
aschi, Godofredo, marscha
716
Rumilly, Terra Sainta, Bollion
727
Val di Fassa, Mondovì, Puglia
735
Fiumalbo, sanscr, Córso

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Ella non può figurarsi quanto la pronunzia di questa città sia bella. È così piana e naturale e lontana da ogni ombra d'affettazione che i Toscani mi pare, pel pochissimo che ho potuto osservare parlando con alcuni, che favellino molto più affettato, ei Romani senza paragone. - Page 259

... al Re : ma detto le fu per alcuno, che la fatica si perderebbe, per ciò che egli era di sì rimessa vita e da sì poco bene, che, non che egli l'altrui onte con giustizia vendicasse, anzi infinite con vituperevole viltà a lui fattene sosteneva, intanto che chiunque aveva cruccio alcuno, quello col fargli alcuna onta o vergogna sfogava. - Page 5

E non mi fa meno stupore il sentire in bocca de' contadini e della plebe minuta parole che noi non usiamo nel favellare per fuggire l'affettazione, stimandole proprie dei soli scrittori, come mentovato, ingombro, recare , ragionare ed altre molte, ed alcune anche più singolari, di cui non mi sovviene. - Page 260

Signor mio, io non vengo nella tua presenza per vendetta che io attenda della ingiuria che rn'è stata fatta, ma, in sodisfacimento di quella, ti priego che tu m'insegni come tu sofferi quelle le quali io intendo che ti son fatte... - Page 5

Cipri arrivata, da alcuni scelerati uomini villanamente fu oltraggiata: di che ella senza alcuna consolazion dolendosi, pensò d'andarsene a richiamare al re; ma detto le fu per alcuno che la fatica si perderebbe... - Page 5

... che chiunque avea cruccio alcuno, quello col fargli alcuna onta o vergogna sfogava. La qual cosa udendo la donna, disperata della vendetta, ad alcuna consolazione della sua noia propose di voler mordere la miseria... - Page 5

... quelle, le quali io intendo che ti son fatte; acciò che da te apparando, io possa pazientemente la mia comportare: la quale (sallo Iddio) se io far lo potessi, volentieri ti donerei, poi così buon portatore ne se'. Il re infino allora stato tardo e pigro, quasi dal sonno si risvegliasse, cominciando dalla ingiuria fatta a questa donna , la quale agramente vendicò , rigidissimo persecutore divenne di ciascuno, che contro all'onore della sua corona alcuna cosa commettesse da indi innanzi. - Page 5

Pergola si fermò; dove stando un dì, a caso, andandosi a diporto solo, pervenne al luogo dove la cenere di Virgilio Marone è seppellita; il cui sepolcro ragguardando Giovanni, e con ammirazione lungamente quel che dentro chiudeva, e la fama di quelle ossa con animo sospeso meditando , cominciò subitamente ad accusare e lamentarsi della sua fortuna, dalla quale violentemente era costretto a darsi alle mercatanzie a lui odiose; onde da un subito amore delle pieride muse tocco, tornando a casa,... - Page 2

Meritò certamente sì degno uomo d'essere colla poetica laurea coronato, ma la trista miseria dei tempi, la quale i signori delle cose temporali col vile guadagno aveva involti , e la sua povertà questo vietarono ; ma certamente i volumi da lui composti, degni d'essere laureati, in luogo di mirto e d'ellera furono alle sue degne terapie. - Page 4

... come tu sofferi quelle le quali io intendo che ti son fatte, acciò che, da te apparando, io possa pazientemente la mia comportare: la quale, sallo Iddio, se io far lo potessi, volentieri la ti donerei, poi così buon portatore ne se'. - Page 5

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